Molte informazioni che servono a decidere sono pubbliche ma sparse su decine di siti, e raccoglierle a mano costa più di quanto valgono. La raccolta automatica le rende un dato che si aggiorna da solo.
Il sistema controlla con la frequenza che decidete voi e segnala solo i cambiamenti che superano una soglia. Chi vende online lo usa per non scoprire tardi una variazione di listino, chi acquista per verificare le condizioni dei fornitori.
Bandi, gare, annunci, aperture, notizie di settore: quello che oggi qualcuno guarda a mano una volta a settimana diventa un flusso costante con le sole novità pertinenti.
Partite IVA, sedi, dimensioni, referenti pubblici: le anagrafiche si completano da sole a partire da fonti accessibili, e i venditori smettono di cercare informazioni che una macchina trova meglio.
Raccogliamo solo dati accessibili pubblicamente, rispettando le indicazioni dei siti e con un ritmo che non crea carico. Non aggiriamo protezioni e non trattiamo dati personali senza una base valida per farlo. È una scelta che ci ha fatto rifiutare qualche lavoro, e la rifaremmo.
Quello che si raccoglie finisce nel CRM, in una dashboard o in un avviso, non in un file che qualcuno dovrebbe aprire. Un dato che richiede un passaggio manuale per essere letto viene ignorato entro un mese.
Questa è una delle aree del nostro lavoro di automazione dei processi aziendali. Le altre sono amministrazione e finanza, vendite, marketing, assistenza clienti, operations, risorse umane, dati e comunicazione e sistemi IT. Dove serve capire documenti o richieste scritte a parole entrano gli agenti AI.
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